Comunicato stampa a firma Potere al Popolo
“Aumentano i prezzi dei mezzi pubblici in Toscana. Ancora una volta, a pagare saranno lavoratrici, lavoratori, studenti e pendolari.
Mentre salari e stipendi restano fermi, la Regione Toscana sotto la giunta del presidente Eugenio Giani sceglie di scaricare sui cittadini il costo di un modello fallimentare fatto di privatizzazioni, grandi interessi privati e politiche antipopolari.
Come sempre si è inneggiato alla privatizzazione del trasporto pubblico con Autolinee Toscane che avrebbe aumentato efficienza e miglioramenti. La realtà è sotto gli occhi di tutti: corse tagliate, disservizi continui e tariffe sempre più alte. È la solita logica del profitto applicata a un servizio essenziale.
E Giani non trova di meglio che accusare l’amministrazione Rossi di dieci anni fa per rintracciare le responsabilità di questo aumento. Peccato che il centrosinistra sia ovunque l’alfiere della privatizzazione e della garanzia dei profitti ricavabili da servizi essenziali. Lo testimoniano le vicende della multiutility e della gestione del servizio idrico in Toscana come altrove. Non basta quindi rispedire eventuali “colpe” a Rossi, è invece necessario rovesciare un sistema che mette al centro i profitti.
E mentre si chiede di pagare di più a chi prende autobus e tram ogni giorno, con la scusa dell’inflazione che tuttavia non incide sull’aumento dei salari, si continuano a trovare miliardi per il riarmo e per l’economia di guerra. Il costo delle scelte politiche del governo e dell’Unione Europea viene scaricato direttamente sulle classi popolari, mentre i colossi dell’energia mettono a bilancio esorbitanti extraprofitti.
Questa scelta è anche l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia di chi parla di transizione ecologica mentre rende sempre più costoso il trasporto pubblico. Se davvero si volesse affrontare la crisi climatica, si investirebbe in mezzi accessibili, capillari e gratuiti, non in grandi opere inutili e impattanti come l’aeroporto.
Su tutto questo, c’è da sottolineare l’irrilevanza di forze politiche sedicenti di “sinistra” che fanno parte della giunta regionale. Ancora una volta, chi si definisce alternativo al Partito Democratico finisce per sostenere politiche che colpiscono proprio chi avrebbe più bisogno di servizi pubblici accessibili.
Noi diciamo con chiarezza che il trasporto pubblico deve essere un diritto, non un business.
Servono investimenti pubblici, lo stop alle privatizzazioni e tariffe popolari. Non possiamo accettare che a pagare la crisi siano sempre gli stessi”
TPL, Amadio (FdI): “Aumenti bus inaccettabili. Il sindaco Salvetti esprime rammarico, ma è la sua maggioranza a guidare la Regione”
Comunicato stampa a firma Marcella Amadio Fratelli d’Italia
“L’aumento del prezzo del biglietto degli autobus da 1,70 a 2 euro, insieme al pesantissimo rischio di un ritocco tariffario sulle tratte extraurbane che penalizzerà pendolari e studenti, è semplicemente inaccettabile. Di fronte a questo ennesimo aumento , registriamo un semplice rammarico da parte del sindaco di Livorno, Luca Salvetti. Vorrei ricordare al primo cittadino che è proprio la sua stessa maggioranza politica a guidare la Regione Toscana e ad aver avallato questa scelta.
Il presidente Giani e l’assessore Boni si sono ben guardati fino a oggi dal paventare qualsiasi notizia di aumento sia in Consiglio regionale che nelle competenti commissioni. È l’ennesima dimostrazione che la gara unica sull’intero territorio regionale, voluta dal Partito Democratico e fortemente osteggiata da Fratelli d’Italia, non regge economicamente e non garantisce un servizio efficiente. Solo pochi mesi fa, annunciando la variazione di bilancio, Giani aveva promesso una partita di giro di circa 25 milioni di euro destinata al trasporto pubblico locale. Oggi ci ritroviamo con un aumento del biglietto di quasi il 18%: l’ennesimo atto di sudditanza nei confronti della multinazionale francese che gestisce il servizio, a cui si regalano più entrate a fronte di zero investimenti e zero miglioramenti.
Mentre Giani lancia frecciate ai Comuni accusandoli di investire poco e il sindaco Salvetti si limita a una sterile espressione di dispiacere senza alzare davvero la voce contro i diktat di Firenze, Fratelli d’Italia passa ai fatti. Abbiamo deciso di presentare un’interrogazione urgente in Consiglio regionale per bloccare questo provvedimento iniquo e fare immediata chiarezza sulle responsabilità di questo caos. E il sindaco di Livorno che pensa di fare? Davanti a un aumento che graverà pesantemente sulle tasche dei lavoratori, degli studenti e delle famiglie livornesi, non serve un sindaco ‘non perfetto’, ma un sindaco che faccia gli interessi della cittadinanza”.











