Comunicato stampa a firma Potere al Popolo
“La probabile svendita degli Orti Urbani di questi giorni è l’esemplificazione del modello di città a targa Partito democratico(e Movimento 5 Stelle).
Il mantra infinito di questa giunta è chiaro: ogni terreno dev’essere sfruttato, ogni possibile rifugio climatico dev’essere eliminato.
Non erano contenti del 19° posto nella classifica nazionale per le città col più alto consumo di suolo, c’era bisogno di spingersi ancora oltre. Mesi fa con una mozione presentata da Buongiorno Livorno si chiedeva che il comune acquistasse il terreno messo all’asta, e che quel luogo, reso pubblico e attraversabile per tutti fosse messo sotto la protezione delle istituzioni.
Ovviamente per chi governa la città, eredi della coppia magica Lamberti-Fremura, sarebbe stata un’eresia lasciare un pezzo di terra senza neanche una palazzina, per cui nel nuovo piano operativo hanno deciso di costruircene quattro, di quattro piani, di distruggere non solo gli “orti” ma anche tutto quel pezzo di vegetazione incolta che si estende per migliaia di metri quadrati, garantendo l’assorbimento delle acque piovane, la dispersione del calore e una biodiversità che in città ormai non esiste più.
E così, dopo varie aste andate deserte e il dimezzamento abbondante del prezzo, gli Orti Urbani valgono ora meno della metà del prezzo iniziale, sempre più abbordabili per eventuali palazzinari e speculatori, con buona pace del Comune che si rifiutò di comprare o espropriare il terreno per pubblica utilità.
Vorremmo sapere cosa ne pensa AVS, che appoggia la giunta ciecamente e si presenta come la forza di sinistra che sostiene le politiche ambientali e sociali.
Qui non si tratta semplicemente della difesa di uno spazio, qui si tratta dell’idea di città che abbiamo in mente. Per il centrosinistra(o campo largo come preferiscono) la città va svenduta, hanno un’opinione talmente bassa di Livorno che non considerano neanche lontanamente che possa essere qualcosa di diverso da un residence per turisti.
La nostra città un tempo era un polo industriale, che raggiunse quasi i 180.000 abitanti, qualche decennio dopo ci troviamo con quasi 30.000 abitanti in meno e il doppio della superficie, con condomini e case vuote ovunque.
Tutto questo con con un numero sempre più alto di persone senza una casa e di giovani che se ne vanno o restano a vivere coi genitori perché i lavori che trovano non garantiscono né stabilità né salari dignitosi.
Siamo una città dove l’alluvione del 2017 è ancora impressa nelle memorie di tutte e tutti noi, dove non esistono rifugi climatici, con piazze fatte per essere attraversate dai turisti ma non per essere vissute, con alberi rachitici e lastre di cemento.
Il collettivo degli orti urbani, con l’autogestione e il mutualismo dal basso, gestisce lo spazio degli orti proprio in quest’ottica: oltre a tutelare un’area verde “polmone” della città con cura quotidiana e costante, offrono spazio a iniziative culturali, assemblee, cineforum, eventi come il raduno nazionale di cicloattivisti “Ciemmona” di maggio scorso all’insegna dell’ecologismo e della lotta, ma soprattutto un parco pubblico accessibile, gratuito e autogestito aperto alla cittadinanza in ogni momento
L’unica possibilità è cambiare totalmente il senso di marcia, ripartire dai bisogni di chi Livorno la vive piuttosto che di chi a Livorno ci attracca con i mega yacht o le gigantesche navi da crociera, che arrivano a predare e scappare subito dopo”











