Settembre è iniziato, e la domanda di personale nel turismo e nella ristorazione non si è esaurita con il picco estivo.
In provincia di Livorno, secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, nel trimestre luglio-settembre 2026 le imprese hanno programmato complessivamente 8.030 ingressi, dei quali 2.920 nei servizi di alloggio e ristorazione e nei servizi turistici. Più di un ingresso su tre riguarda quindi direttamente uno dei comparti centrali dell’economia provinciale.
E che il bisogno di personale resti vivo anche a settembre emerge dalla fotografia regionale dei Centri per l’impiego: nella settimana dal 6 al 12 settembre risultano 2.048 posizioni aperte in Toscana. Tra le professioni più richieste figurano 79 cuochi in alberghi e ristoranti e 71 camerieri di ristorante.
“Questo è il dato che dobbiamo guardare”, osserva il direttore generale di Confcommercio Provincia di Livorno Federico Pieragnoli. “La ricerca di personale nel turismo e nella ristorazione non si interrompe il 31 agosto. Se continuiamo a trovare cuochi e camerieri tra le figure più richieste anche a settembre, significa che il problema dell’incontro tra domanda e offerta ha ormai una dimensione che va oltre la sola emergenza della stagione estiva”.
Il bollettino Excelsior livornese segnala inoltre che, nel complesso, nel 38% circa dei casi le imprese prevedono difficoltà nel reperire i profili desiderati e che per il 57% delle entrate è richiesta esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore.
“Dire semplicemente che ‘non si trovano lavoratori’ non basta più”, prosegue Pieragnoli. “Dobbiamo capire dove si interrompe il percorso: se mancano candidati, se mancano competenze, se formazione e orientamento non intercettano abbastanza i fabbisogni reali oppure se i tempi e gli strumenti dell’incontro tra domanda e offerta non sono sufficientemente efficaci”.
Per Confcommercio, il dato assume ancora più peso in un territorio che punta ad allungare la stagione turistica oltre luglio e agosto.
“Se vogliamo destagionalizzare davvero, dobbiamo essere capaci di sostenere anche il mercato del lavoro che accompagna questa trasformazione. Non possiamo chiedere alle imprese di restare aperte più a lungo e contemporaneamente lasciare irrisolto il problema del personale”.
Pieragnoli invita quindi a rafforzare il dialogo tra imprese, scuole, formazione professionale e servizi per l’impiego.
“Il punto non è soltanto formare più persone, ma formare le professionalità che il territorio sta realmente cercando e fare in modo che imprese e lavoratori riescano a incontrarsi più rapidamente. I numeri ci dicono che le opportunità ci sono anche a settembre: dobbiamo evitare che restino vacanti”.










