Appello per la salvaguardia degli Orti Urbani di via Goito
“In qualità di docenti, maestre, maestri, educatrici, educatori che lavorano, hanno lavorato o
vivono nella città di Livorno sentiamo necessario esprimere la nostra profonda preoccupazione
attorno al destino dell’esperienza degli Orti Urbani di Via Goito che minaccia di essere smantellata
in seguito all’acquisto dell’area da parte di privati e dunque ai connessi diritti di edificazione.
Con questa lettera chiediamo la sospensione di ogni intervento irreversibile sull’area e la ricerca di
soluzioni alternative che ne garantiscano la tutela.
Dal nostro punto di vista, questo spazio di oltre 61.000 mq, lasciato per decenni in uno stato di
degrado e incuria, e trasformato nel corso degli ultimi 14 anni in un vero e proprio rifugio climatico
attraverso l’impegno, il senso civico, la cura e l’amore di gruppi informali di cittadini e cittadine
livornesi non è solo un polmone verde, un’isola di biodiversità e uno dei pochi terreni ancora
permeabili in città. È anche uno straordinario esperimento di gestione democratica di un bene comune
di cui non possiamo non sottolineare il valore civico, educativo, pedagogico, culturale e,
naturalmente, politico.
Creare un bene comune
Un gruppo di cittadine e cittadini strappa all’incuria una grossa porzione di territorio abbandonato da
trent’anni, e nel frattempo diventato una discarica a cielo aperto. Lo ripulisce, inizia a curare il verde,
conserva i canneti, effettua delle potature mirate sulle alberature per creare zone d’ombra sotto cui ci
si può riparare dal sole, fare un picnic. Crea dei sentieri perché l’area possa essere attraversata da
chiunque, per connettere l’abitato che la circonda. Libera alcune porzioni di terreno dai rovi per creare
spazio per il gioco, per praticare sport, per i pranzi o le cene in comune, per realizzare orti condivisi
in cui è possibile apprendere e trasmettere pratiche agricole e conoscenze ecologiche in forme
orizzontali. Realizza iniziative didattiche, culturali, concerti, spettacoli teatrali, proiezioni di film
aperti a tutta la cittadinanza, senza biglietto d’ingresso.
Anche questa è, in breve, l’esperienza degli Orti Urbani di via Goito resa possibile, costruita e gestita
interamente attraverso processi assembleari a cui partecipano almeno tre generazioni diverse che si
conoscono, si confrontano, dibattono, condividono. Assemblee aperte a chiunque si riconosca nei
valori democratici e a chiunque voglia contribuire a rendere più bello quel posto, più ricca questa
esperienza collettiva. Questo è un bene comune, un bene, cioè, che, indipendentemente dal titolo di
proprietà, esprime un’utilità funzionale all’esercizio dei diritti fondamentali della persona e che viene
prodotto e gestito collettivamente in forme partecipative democratiche. È sacrificabile tutto questo?
Ha senso, nel pieno di una crisi che non è solo climatica ma anche e soprattutto una crisi dei processi
democratici, archiviare un luogo e una comunità che prova a praticare forme di presa in carico
collettiva delle questioni che riguardano il benessere e la cura dell’ambiente urbano?
Il valore educativo degli Orti Urbani
Per le bambine e i bambini, gli Orti Urbani hanno rappresentato negli anni uno spazio concreto di
apprendimento, esperienza e scoperta. Sono state realizzate attività e progetti legati agli orti didattici,
alla cura delle piante e alla conoscenza dell’ambiente, offrendo ai più piccoli la possibilità di entrare
in contatto con uno spazio naturale non interamente addomesticato e di apprendere attraverso
l’esperienza diretta. Per quattro anni consecutivi, in occasione della Festa mondiale dell’Albero, è
stato inoltre realizzato un percorso nel quale ogni bambina/o partecipante piantava un alberino,
trasformando un momento educativo in un gesto concreto di cura e responsabilità verso il territorio,
che le ruspe finirebbero per cancellare.
Nel corso degli anni sono stati proposti numerosi laboratori e attività: dal laboratorio di costruzione
degli aquiloni ai laboratori artistici realizzati durante i M.A.R.C., fino alle attività dedicate al
riconoscimento delle piante spontanee commestibili, aperte anche ai bambini. È inoltre previsto
prossimamente un laboratorio di costruzione di marionette seguito da uno spettacolo, proseguendo
una pratica educativa fondata sulla creatività e sul fare insieme.
La dimensione dell’educazione ambientale non si è limitata allo spazio degli Orti: in tre occasioni i
bambini e le bambine degli Orti sono stati coinvolti nella pulizia delle spiagge. Durante le serate e le
assemblee, a chi desidera partecipare vengono messi a disposizione guanti e sacchetti per contribuire
alla pulizia dell’area. Anche questi semplici gesti fanno parte di un’educazione alla responsabilità e
alla cura dei beni comuni, nel quale ciascuno può prendersi concretamente cura dell’ambiente.
Gli Orti Urbani hanno anche ospitato per tre anni una rassegna di film per bambine e bambini, il cui
primo anno è stato dedicato al tema dell’ecologia. Anche in questo caso il valore educativo ha
permesso di utilizzare lo spazio comune per costruire occasioni di incontro, riflessione e socialità
attorno a temi condivisi.
È stata inoltre realizzata una giornata interamente dedicata all’orto per bambine e bambini, nella quale
l’attività pratica ha permesso di avvicinare i più piccoli alla coltivazione, alla terra e ai cicli naturali.
Un apprendimento che unisce dunque saperi, manualità e relazione con l’ambiente. Anche attività
come, ad esempio, il corso di yoga per genitore e bambina/o insieme hanno contribuito a fare degli
Orti un luogo nel quale la dimensione educativa, familiare e comunitaria si intrecciano concretamente.
Gli Orti Urbani sono una vera comunità educante, un modello efficace, condivisibile ed esportabile
di una collettività che si prende davvero cura dell’educazione dei bambini e delle bambine. Uno
spazio verde capace di creare un modello educativo e ricreativo nel segno della sostenibilità, del
rispetto reciproco, dell’inclusione e della lotta contro ogni tipo di discriminazione basata sul genere,
sull’etnia, sulla disabilità; uno spazio che è riuscito a e coinvolgere sia i bambini che gli
adulti contribuendo a saldare dei legami sociali e familiari sempre più sottili.
Questa comunità di cittadini e cittadine è stata faticosamente capace di creare uno spazio libero e
sicuro, un luogo in cui bambini e bambine possono semplicemente stare, correre, esplorare e giocare
all’aperto, fuori da spazi rigidamente organizzati e regolamentati.
Infine, non possiamo non sottolineare che qualsiasi scelta fatta in merito al destino di questo spazio
è inevitabilmente anche una scelta che ha un profondo valore (dis)educativo. Una città che, nel pieno
di una crisi climatica ormai riconosciuta come tale, sceglie di lasciare che un’area verde consolidata
passi nelle mani dei privati e venga in parte edificata – con tutto ciò che l’edificazione comporta in
termini di cantieri, asfalto per parcheggi e viabilità, anni di inaccessibilità del verde che oggi esiste,
ecc. – trasmette implicitamente alle nuove generazioni un messaggio preciso su cosa conti davvero e
cosa sia, in ultima analisi, negoziabile. È necessario che l’amministrazione riconosca la necessità di
un’inversione di tendenza radicale, di una sovversione delle prassi urbanistiche consolidate (come
peraltro richiesto dal Regolamento Europeo per il Ripristino della Natura, 2024/1991), che sia capace
di creare le condizioni, anche culturali, in cui diventa possibile costruire un rapporto diverso, non
estrattivo, con l’ambiente e la natura, anche all’interno dei contesti urbani.
Cosa chiediamo
Chiediamo che venga sospeso qualsiasi progetto di intervento edilizio sull’area verde di via Goito, in
quanto avrebbe inevitabilmente un impatto irreversibile su questo prezioso e delicato ecosistema
ambientale, sociale e culturale.
Chiediamo all’amministrazione tutta e in particolare al Sindaco Luca Salvetti di cercare al più
presto soluzioni alternative capaci di tutelare integralmente un’esperienza costruita in oltre un
decennio di impegno civico senza ricorrere al mattone e al cemento.
Chiediamo che l’amministrazione e tutti gli altri soggetti coinvolti riconoscano fin da subito, con
attenzione e rispetto, il lavoro svolto dai gruppi informali e dall’assemblea che ha reso possibile
quest’esperienza, e che si dia a queste realtà l’agio e il sostegno necessari per costruire, insieme alle
scuole e alle associazioni del territorio, le tante possibilità educative che uno spazio come questo può
ancora offrire alla città. Non si tratta di immaginare da zero un nuovo progetto, ma di riconoscere che
quel progetto – informale, condiviso, in continua costruzione – esiste già, che deve essere sostenuto
e che merita di poter continuare a crescere.
Invitiamo infine il mondo della scuola livornese e tutta la cittadinanza a partecipare alla
manifestazione convocata dal Comitato Orti Urbani del 5 settembre alle ore 16 con partenza da via
Goito.
Firmatrici e firmatari in ordine alfabetico
(in aggiornamento)
Adelaide Accardo, docente; Jacopo Acquistapace, docente; Franca Agostini, Docente; Fabio
Alcantara, docente; Laura Andolfi, docente; Chiara Ardemagni, Docente; Silvia Baglini, Docente;
Paola Balluchi, Maestra; Roberta Bancale, Maestra; Valeria Banti, Docente; Giulia Barbarello,
Docente; Alessio Barbensi, docente; Alessandro Bardocci, Educatore; Lorenzo Barioni, docente;
Alfredo Bartiromo, docente; Patrizia Bazzi, Pensionata; Sara Belleggia, docente; Andrea Belli,
Docente; Silvia Bellini, Docente; Rachele Bernini, docente; Fiorigia Beverelli, Docente; Cristina
Bianucci, Docente; Sonia Bibbolino, docente; Ambra Bilisari, docente; Laura Boldrini, Docente;
Alice Bondi, Docente; Lisa Bonechi, docente; Aurora Brancaccio, Docente; Nicola Buttari, maestro;
Marco Caciagli, docente; Mariella Calabresi, Docente in pensione; Fabiano Camangi,
Docente/ricercatore; Marco Cannito, Docente in pensione; Sarah Cappellini, Docente; Alessandra
Cardini, docente; Antonia Cassarà, maestra; Simone Catalucci, maestro; Alessia Cavaliere, maestra;
Claudia Cavallini, Maestra; Cristiano Cei, Docente; Graziella Cenci, Pensionata; Daniele Cerrai,
docente; Giorgia Cerri, docente; Tiziano Checcoli, docente; Suami Indra Cheli, Docente; Cosimo
Chiellini, Docente; Bernardo Chiti, docente; Martino Chiti, maestro; Elena Cialdini, docente; Cristina
Cicalese, Docente; Carlotta Cini, docente; Fabiana Cioni, docente; Rosalba Confalone, Docente;
Chiara Coppini, Docente; Scilla Corrao, Docente; Eleonora Corridoni, docente; Elena Costanzi,
Docente; Chiara Curletto, docente; Marina Curletto, docente; Silvia D’Ascia, Docente; Ernesta De
Biaggi, Docente; Chiara De Cristofaro, Assistente tecnico; Rita De Michele, Docente; Sara De Vito,
studente; Giacomo Deidda, Docente; Simona Del Grande, docente; Raffeliana di Girolamo, docente;
Gioia Di Guida, Docente; Simone Di Maggio, docente; Jonathan Di Pietrantonio, docente; Michela
Diana, docente; Lorenzo Diddi, Docente; Alessandra Dini, docente; Emiliano Dominici, docente;
Alessandro Doranti, docente; Irene Dugini, docente; Camilla Ennas, docente; Claudia Esposito,
docente; Maria Cristina Fagnani, docente; Niccolò Fallani, Docente di Italian Studies; Luca Falorni,
Docente; Antonio Feliciani, Docente; Mariella Ferri, docente; Cristina Ferro, Docente; Valentina
Filoni, Docente; Ilaria Franceschi, docente; Elisabetta Francesconi, docente; Emy Galanti, Docente;
Marco Gammanossi, docente; Maria Luisa Gares, Docente; Mattia Gavini, Docente; Lidia Giannelli,
Docente; Elisa Giannini, Docente; Letizia Gini, Docente; Alessandro Granata Seixas de Sousa,
Docente; Mauro Grasso, docente; Elena Gremigni, Docente; Martina Guerrini, Docente; Moreno
Guida, Docente; Barbara Guiggi, Maestra; Daniele Iasevoli, Docente; Fabiola Intini, Docente scuola
primaria; Michela Intorcia, Maestra; Monica Isolani, Docente; Chiara La Rocca, Docente; Alessio La
Terra, Docente; Maria Donata Lara, docente; Annalisa Lena, docente; Marco Lenzi, docente di diritto
ed economia; Marco Lenzi, docente; Valentina Lessi, docente; Luca Limitone, Docente; Angelica Lo
Porto, Docente; Chiara Lo Re, Docente; Romina Lombardi, Docente; Elena Lorenzini, Docente;
Anna Malacalza, Esperta di formazione; Cristina Mantellassi, Docente; Michela Marchetti, Docente;
Elia Marrucci, Docente; David Marsili, Docente; Chiara Martelli, Docente; Francesco Martino,
docente; Monica Masini, Docente; Alessandro Matteucci, Docente; Caterina Mazzoncini, Educatrice;
Ilaria Mazzoncini, Docente; Giovanna Meacci, Docente; Paola Medaglini, Docente; Tommaso
Megale, docente; Fulvia Meini, Docente; Simona Merola, Docente; Silvia Miccoli, Docente; Silvia
Michelozzi, Insegnante; Dora Munciello, docente; Ilaria Nannetti, docente; Patrizia Nesti, ex docente;
Gianni Niccolai, maestro; Lucia Niccolini, Docente in pensione; Margherita Nocci, Docente;
Alessandro Orfano, docente; Elena Orsili, Docente; Emiliano Orsini, docente; Maria Grazia Ottone,
Docente; Valeria Paglino, Docente; Dania Palena, docente; Diana Panicucci, docente; Luca Paolini,
docente; Paola Pavoni, Docente; Patrizia Pettinelli, Docente in pensione; Cecilia Pietrasanta,
Docente; Samuele Pinzino, Docente; Alessandra Poggianti, docente; Enrico Pompeo, docente;
Debora Porta, Docente; Giulia Profeti, Educatrice; Maria Rosaria Rafanelli, Docente; Marta Reda,
maestra; Davide Antonino Ricceri, Docente; Francesca Ricci, Assistente Tecnico; Maria Donata
Rimo, docente; Mina Risecchi, Docente; Benedetta Rocchi, Docente; Federica Rocchi, docente; Erika
Roccotelli, Docente; Marco Romito, docente; Gaia Russo, docente; Federico Sabatini, Docente;
Simona Sacchini, Docente; Angela Saggese, docente; Eva Sagona, Docente; Elena Salvetti, maestra;
Lia Sandonnini, Docente; Antonella Saracino, docente; Federica Sarri, docente; Berenice Scandone,
ricercatrice in ambito educativo; Matteo Scarpettini, docente; Martina Schirru, Docente; Chiara
Seardo, Docente; Stefano Sergio, docente; Silvia Signori, Educatrice; Silvana Simone, Docente;
Marinella Simonetti, docente; Antonella Sireno, Docente; Tommaso Sorrentino, Studente
universitario; Daniela Spina, Docente in pensione; Sara Sterpellone, docente; Lisa Stretti, Docente;
Denise Taddei, Docente; Cristina Tamberi, Docente; Antonella Tamburi, docente; Maria Chiara
Tarantino, Docente; Silvia Tegner, docente; Paola Toffoli, Assistente tecnico; Chiara Toma, docente;
Anna Torni, Tecnico; Ilaria Tramonti, Docente; Alessio Traversi, Docente; Annalisa Traversi,
Docente; Silvia Trivella, Docente; Alessio Valente, Docente; Antonina Venezia, Docente; Roberto
Venturi, Docente; Rosa Vismara, docente; Francesca Vivarelli, docente; Lorenzo Vivarelli, docente;
Marzia Volpi, Docente; Giorgio Zalum, Docente; Ernesto Zicarelli, Docente di lingue straniere;
Eleonora Zingoni, docente; Massimo Zocchi, Educatore; Chelo Zoppi, artista e docente”
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