L’assessore alle Attività produttive e alle Politiche del lavoro Federico Mirabelli è intervenuto oggi in Consiglio Comunale con una comunicazione riguardante la cessione degli stabilimenti Pierburg di Livorno e Lanciano da parte della attuale proprietà, l’azienda Rheinmetall, al fondo Aequita. Sulla vicenda si sono registrati i timori e le prese di posizione di lavoratori e sindacati affinché sia definito il quadro delle garanzie, e si sono già svolti scioperi e presidi
Le parole dell’assessore Federico Mirabelli
“Il 3 giugno scorso è divenuto pubblico l’accordo per la cessione della divisione civile del Gruppo Rheinmetall al fondo di investimento tedesco Aequita, per un’operazione del valore di 350 milioni di euro destinata a perfezionarsi entro il quarto trimestre del 2026, subordinatamente all’approvazione delle autorità regolatorie.
La notizia in sé non coglie di sorpresa. Ciò che invece desta seria preoccupazione è il metodo con cui questa operazione è stata condotta nei confronti delle istituzioni e delle parti sociali.
Al tavolo ministeriale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Amministrazione era stata informata del proseguimento del processo di vendita e dell’esistenza di interlocuzioni con un nuovo soggetto interessato all’acquisizione. L’annuncio dell’accordo con Aequita, reso pubblico senza alcun confronto preventivo, tradisce nei fatti gli impegni assunti in quella sede — impegni che prevedevano esplicitamente un dialogo preventivo ed istituzionale sulle intenzioni industriali dell’acquirente.
A questo occorre aggiungere il rifiuto opposto da Rheinmetall all’adozione di clausole di garanzia occupazionale analoghe a quelle già applicate negli stabilimenti tedeschi.
Aequita si presenta come una società di investimento specializzata nell’acquisizione e ristrutturazione di aziende industriali, con un portafoglio superiore a 10 miliardi di euro nei settori automotive, chimico e manifatturiero. Ha dichiarato l’intenzione di mantenere i circa 6.250 dipendenti della divisione acquisita — che continuerà a operare con i marchi storici come Pierburg — indicando il personale come “l’asset più importante per lo sviluppo futuro del business”. Prendiamo atto di queste dichiarazioni, ma non sono assolutamente sufficienti: le intenzioni devono tradursi in impegni verificabili e vincolanti.
Per tutte queste ragioni – ha detto l’assessore Mirabelli – l’Amministrazione comunale di Livorno ritiene urgente e doveroso esprimere la propria preoccupazione e chiede che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy convochi con la massima urgenza Rheinmetall e il fondo Aequita, alla presenza delle rappresentanze istituzionali e sindacali, per acquisire informazioni concrete sui progetti industriali dell’acquirente e ottenere garanzie solide sulla tenuta occupazionale.
Va ricordato che questa vicenda non è frutto del caso, ma si inserisce in un processo strutturale di trasformazione del settore automotive che genera gravi difficoltà industriali, di mercato e occupazionali a livello europeo e italiano. La transizione verso la mobilità elettrica comporta impatti profondi sulla catena di fornitura: un motore elettrico conta circa 20 componenti contro i 200 di un propulsore termico, con effetti diretti sul fabbisogno di manodopera nella componentistica e ricadute pesanti su interi distretti industriali. Si tratta di una transizione necessaria e giusta sotto il profilo ambientale, ma che deve essere socialmente sostenibile e accompagnata nel tempo da politiche industriali e occupazionali adeguate”










