Comunicato stampa a firma PaP Livorno sul nuovo regolamento comunale che limita al numero di 3 gli eventi annuali per pub e locali
“Come Potere al Popolo Livorno raccogliamo e rilanciamo l’appello del Frankie Pub e del Barroccino contro il nuovo regolamento comunale sui bar e le piccole attività di prossimità.
Questi locali, ormai storici, da anni animano e vivono i quartieri popolari della città attraverso la realizzazione di eventi e serate, contribuendo a costruire comunità proprio in quei quartieri dove ormai l’abbandono istituzionale e il degrado sociale sono una realtà quotidiana.
Tutto ciò viene messo in seria difficoltà dal nuovo regolamento comunale. Infatti, con questo si impone un limite massimo di 3 eventi all’anno per locale
Ma non è tutto: questo limite riguarda solo le attività non direttamente riferibili al Comune, che invece potranno continuare a fare eventi senza limiti.
Come PaP Livorno ci siamo opposti fin da subito, in commissione consiliare e in Consiglio comunale, con voto contrario.
E lo faremo ancora, portando in consiglio le istanze dei commercianti e la mozione che hanno scritto.
Crediamo infatti che la vivibilità dei quartieri sia alla base della costruzione di un modello sociale diverso da quello che viviamo oggi, ma la politica di questa giunta va in direzione opposta. A Livorno chi apre una piccola attività va incontro a un percorso difficile: i piccoli negozi e locali sono sempre più fagocitati da un modello che mette al centro le grandi aziende e i profitti, a scapito dell’iniziativa della piccola impresa e del commercio dal basso.
Chi paga le conseguenze di tutto questo, ancora una volta, è la popolazione. Con un alto tasso di sparizione delle attività di piccolo commercio e al dettaglio – rivolte a chi a Livorno ci vive e lavora – e il nascere – come funghi – di nuove attività legate al turismo (grandi e costosi ristoranti, negozi di telefonia, fenomeno degli affitti brevi e multinazionali), chi si impoverisce non è solo il piccoli commerciante, ma una popolazione sempre più inflazionata e in difficoltà.
Di questo nuovo modello si fa portavoce il nuovo regolamento comunale: limitando gli eventi serali, motore di un pub di quartiere, l’attacco si rivolge direttamente a questi presidi di socialità.
Ma è un provvedimento che, del resto, non stupisce, e si inserisce in un solco ben definito: limitare a colpi di delibere o di militari la socialità dei quartieri per andare incontro alle esigenze di sicurezza reale che reclamano i residenti.
Sono ricette facili, securitarie. Ma sono allo stesso tempo inconsistenti, inutili e pure controproducenti:
dovunque si militarizzi il territorio e si favorisca la gentrificazione di quartieri e socialità, strappandoli a chi li vive ogni giorno, cresce il degrado sociale.
Lo abbiamo visto nelle grandi città italiane, e lo cominciamo a vedere anche a Livorno, dove ai problemi dei quartieri popolari si risponde con dispiegamenti sovramisura di polizia e forze dell’ordine.
Sembra tutto più ordinato e composto, eppure, mentre si reprimono con la forza le esigenze dei più deboli, non si interviene minimamente alla radice del problema: la precarietà delle vite della grande maggioranza della popolazione.
Il lavoro di piccoli pub e associazioni sul territorio è fondamentale per arginare queste politiche: far rivivere un quartiere significa creare relazioni e scambi fra chi vi abita, comunità e sicurezza collettiva.
Da qui dobbiamo ripartire.
Ci opporremo sempre alla desertificazione della nostra città, per una politica che riparta dalle esigenze di chi ogni giorno subisce le conseguenze di politiche propagandistiche e inutili”











