Comunicato stampa a firma Potere al Popolo
È imminente l’apertura di un nuovo punto vendita di Action, multinazionale olandese che sta velocemente mettendo piede in tutta Europa. Nei prossimi giorni infatti si apriranno le porte, e insieme a Primark, JD e altre catene della grande distribuzione organizzata, Action costituirà di fatto un altro tassello nella svendita di Porta a Mare.
La storia del quartiere dove oggi sorge il centro commericale di Porta a Mare è a dir poco significativa per la città e per il paese: lì nell’Ottocento è sorto il Cantiere Orlando, avanguardia nazionale nel campo dell’industria navale e marittima.
Lì lavoravano centinaia di operai livornesi, che avevano così la possibilità di restare in città per costruirsi una vita, comprare casa e mettere su famiglia.
Oggi tutto questo non esiste più. Le crisi economiche e le politiche liberiste hanno via via reso possibile lo smantellamento di quel sistema industriale: il Cantiere Orlando è stato svenduto, centinaia di posti di lavoro sono sfumati nel nulla, e mentre le botteghe e i negozi di prossimità chiudevano schiacciati dal peso di una competizione insostenibile, il quartiere ha visto sorgere un nuovo centro commerciale, un porto turistico per super ricchi a due passi e la liberalizzazione totale del mercato degli affitti, ormai schizzati alle stelle.
Vivere in borgo è diventata un’Odissea, mentre lavorarci è diventato praticamente impossibile a meno che non si accettino salari da fame e nessuna garanzia.
E mentre gli amministratori gioiscono delle nuove aziende che scelgono Livorno per i loro nuovi negozi (la deindustrilizzazione di una città portuale deve far gola ai ricchi), mentre ovunque si parla con entusiasmo e orgoglio della nuova apertura di Action, ci chiediamo:
Quante e quali garanzie avranno i loro lavoratori?
Quali contratti a termine saranno somministrati?
Quanti di questi verranno rinnovati?
Da chi verrano rappresentate queste persone?
Per quanti Action sarà un’opportunità lavorativa reale e non una ridicola parentesi di qualche mese?
Domande la cui risposta, fuori da ogni malizia, è sotto gli occhi di tutti: chiunque a Livorno, anche noi, complice la curiosità e lo spirito di inchiesta, sarà entrato da Primark una volta, notando moltissimi giovani commessi e commesse al lavoro. Neanche un mese dopo, tornandoci, la stessa persona troverebbe sempre dei e delle giovani, ma non più quelli di prima
Perché?
Perché la realtà del lavoro offerto da queste grandi aziende è quella di un lavoro povero e precario, interinale, fatto di contratti a termine mai rinnovati o resi indeterminati, sfruttamento e licenziamento sempre dietro l’angolo. E guai a chi si avvicina a un sindacato!
Serve ripensare alla radice il sistema economico su cui si fonda Livorno, serve contrastare la chiusura dei negozi di prossimità, le nuove inutili edificazioni, le multinazionali e i grandi imprenditori; serve tutelare chi non ha risorse neanche per un affitto o per mangiare, e che non vorrebbe altro se non vivere nella sua città.
Serve ricostruire una nuova idea di presente e di futuro per il nostro territorio, costruiamola insieme, aderisci a Potere al Popolo!










