VERODOL PIELLE: Venucci 8, Leonzio 16, Mennella 2, Alibegovic 18, Ebeling 8, Lucarelli 8, Donzelli 4, Kluychnyk 12, Gabrovsek 5, Virant 2, Savoldelli 2.
ORASI RAVENNA: Feliciangeli 6, Brigato 13, Morena 2, Ghigo 3, Paolin 5, Jakstas 10, Paiano, Cena 3, Romeo 9, Dron 5.
Era già tutto previsto, cantava Riccardo Cocciante esattamente mezzo secolo fa. Aveva ragione. Roma, Latina e Caserta chiudono nelle prime tre posizioni la stagione regolare. La Verodol è quarta, ed incrocerà nei quarti di finale playoff la quinta del girone A, ovvero Legnano. Intanto serviva una vittoria per riscattare la giornataccia con la Luiss, non lasciare niente di intentato e soprattutto mettere benzina nelle gambe e preparare nuovi giochi in vista delle partite che contano, compresa la difesa a zona. Partita seria, recita un neologismo dello sport: ovvero dare il massimo anche quando la posta in palio non è vitale. Missione compiuta. Una partita chiusa in culla, appena nata. Dominio assoluto, in ogni parte del campo. Una portaerei contro una zattera piena di buchi.
Turchetto prova, monta e smonta la sua creatura, sperimenta in vista dei playoff. Pesca a piene mani dalla sua panchina infinita, senza Traini acciaccato rispolvera Venucci play, alterna quintetti agili e pesantissimi, offre minuti a Lonzio che sembra già in spolvero. Soprattutto chiede e ottiene difesa col sangue agli occhi, e Ravenna va sbattere come una falena sul muro. Meno tiri da tre, più servizi dentro per Kluychnyk, che capitalizza, più penetrazioni. Piace questa Pielle sperimantale, che azzanna la partita e non la molla più. 23-15 alla prima sirena, poi l’allungo in un secondo quarto dove gli ospiti segnano solo 11 punti contro i 26 della Pielle, scatenata in attacco e concentrata dietro, senza tendere l’orecchio sugli altri campi.
Una sgasata, ancora, nel terzo quarto, e la partita diventa pura accademia, garbage time come dicono dall’altra parte dell’Oceano. 74-37 all’ultima sirena con due punti del ragazzino Virant e, purtroppo, l’infortunio a Savoldelli scivola sul parquet umido e viene portato fuori a braccia.
Finisce 85-56 nella sciarpata generale. Appuntamento all’8 maggio con i playoff.
LE PAGELLE
6,5 Savoldelli. Play di governo, vecchio stampo, trova ottime connessioni con i lunghi, ma poi ci sio mette la malasorte. Scivola su una chiazza umida e si fa male. Esce a braccia tra gli applausi, l’augurio è di rivederlo ai playoff.
7 Mennella. Turchetto gli chiede zingarate nel cuore dell’area ravennate, il ragazzo di Campania esegue. 2 punti ma in difesa si sente parecchio.
7,5 Leonzio. Non che la difesa di Ravenna avesse cento braccia come la Dea Kalì, ma il numero 10 rientra dopo la lunga assenza con la faccia giusta e il mirino caliente. 16 punti, bentornato.
7 Venucci. Torna play, e torna il suo magistero. 8 punti e tante belle cose per la comunità.
7,5 Alibegovic. 11 punti nel solo primo tempo di onnipotenza offensiva. In giornate come queste non lo tieni. Chiude con 18, uno spettacolo.
6,5 Ebeling. Punti, rimbalzi e intimidazione difensiva per il figlio del grande John. 8 punti e 6 rimbalzi.
6,5 Lucarelli. L’allegro chirurgo, poche cose senza dannarsi l’anima ma impugnando il bisturi. 8 punti, qualche forzatura alla fine, ma non fa male.
6 Gabrovsek. Fisicamente non sembra ancora allo zenith. Solo 5 punti con 1/9 al tiro. Deve riposare per i playoff.
6 Donzelli. Meno scintillante del solito, ma la sua presenza in difesa si fa notare, come un masso impossibile da spostare.
7 Kluychnyk. I mezzi lunghi di Ravenna fanno il solletico al colosso di Leopoli, che infatti vendemmia da sotto. Ai playoff dovrà essere un fattore, con quel tonnellaggio. Diciassette rimbalzi è record stagionale.
6 Virant. Turchetto se lo gioca già nel secondo quarto, due punti e tanta emozione.











