di Giorgio Billeri
VERODOL PIELLE: Venucci 10, Savoldelli 1, Mennella 10, Alibegovic 3, Leonzio 6, Ebeling 12, Donzelli 15, Gabrovsek 9, Klyuchnyk 14, Virant, Lucarelli 5.
LEGNANO: Oboe 12, Decapitani, Riva 2, Scali 10, Quinti 6, Bellini, Pirovano, Cizauskas 11, Stepanovic 10, Sodero 19, Mastroianni 5.
Il segreto è questo vecchio, caro palasport che sta per compiere 50 anni. La pozione magica è questa gente, i tremila cuori che vibrano, palpitano, spingono la squadra come un’enorme mano invisibile. La Pielle davanti alla sua gente si trasforma, ritrova d’incanto energia, reattività, voglia di sporcarsi le mani in difesa. E così garacinque consegna alla Pielle la serie di semifinale contro Vigevano, al via giovedì in Lomellina. Il cuore, ancora una volta, è stato messo a dura prova. La Verodol piacerebbe a Lucio Battisti, con le sue discese ardite e le risalite, in quaranta minuti di un’intensità selvaggia, pazzesca. Dove la banda di Turchetto ha dominato per poi finire improvvisamente al buio, con Legnano che è tornata sotto. E’ stato quello il momento in cui togliersi l’abito buono per mettersi la tuta da lavoro, in un drammatico ultimo quarto dove i gomiti, il sudore, la garra e soprattutto i tremila del Palamacchia hanno aiutato la Pielle a tagliare il traguardo con le braccia alzate. Ma che fatica, con tutte quelle palle perse. Mennella, Donzelli, Ebeling e Kluychnyk gli uomini della partita, coloro che hanno trascinato la Verodol in una semifinale che si presenta difficile come una scalata a mani nude su una parete liscia, contro Vigevano che ha il fattore campo. Ma col cuore e la grinta nessun traguardo è precluso.
La partenza della Verodol fa invidia a Usain Bolt: dai blocchi schizza via una squadra sola. Dieci minuti di dominio assoluto, difensivamente è una lezione. Legnano quasi non arriva a tirare, segna solo 14 punti in un tempo, mentre dall’altra parte la Verodol banchetta nell’area colorata. Klyuchnyk e Donzelli immarcabili per i lombardi, Venucci e Savoldelli agitano la bacchetta del direttore d’orchestra. Basket spumeggiante, brillante, finalmente, la gente esulta e canta. 27-14 al primo intervallo, e la Pielle, ruotando continuamente i quintetti, riesce sempre a liberare l’uomo sotto canestro e trova punti facili: 40-24 con le fiammate di Mennella e Lucarelli e Donzelli eroico, che spunta ovunque. Ma d’improvviso, il basket è così, sublime e terribile, il vento cambia, e con esso la partita. Legnano inizia a menare le mani in difesa e complice il blackout livornese, con un mare di palle perse (quattro di Leonzio, una più banale dell’altra) ricuce totalmente lo strappo con un parziale clamoroso, 18-4, con Sodero, Oboe e Mastroianni che tirano liberi come l’aria, Squadre al riposo sul 46-45. Incredibile a pensarci solo qualche minuto prima. Legnano va a bere un the caldo con un sontuoso 7/12 da tre punti. Partita spaccacuore, ruvida, tesissima. Dal 50-50 la Pielle, grazie ad Ebeling e due triple di Gabrovsek, allunga ancora sul più 7. Arbitri nel pallone, che premiano la pressione ai limiti del codice penale degli ospiti: 65-63 all’ultima sirena, il Palamacchia trattiene il fiato. Non c’è più basket, c’è un corpo a corpo infinito, dove contano i nervi, gli attributi. Ebeling e Venucci fanno esplodere il palasport con cinque punti consecutivi che riportano la Verodol a più dieci (81-71) a 2 minuti e spiccioli dallo stop. Il resto è gestione, festa, cori, spettacolo. Col cuore in gola, ma si va a Vigevano.
LE PAGELLE
8 VENUCCI: Monumentale. Più la trama è intricata, più diventa Sherlock Holmes. 10 punti e 4 assist.
7 SAVOLDELLI: Gestione saggia, senza mai forzare niente.
8 MENNELLA: Impatto stratosferico del campano. Penetrazioni da funambolo, difesa, cuore enorme. Va in doppia cifra.
6,5 ALIBEGOVIC: Troppe palle perse, ma porta il mattoncino di energia.
6,5 LEONZIO: Palle perse banali, poco in attacco, ma è l’anima della Pielle.
8 EBELING: Lo strappo decisivo è roba del figlio di John. Una triplona, entrate, rimbalzi.
8 DONZELLI: Mamma mia. Il dominatore delle vie aeree, un Jumbo che solca i cieli. E’ dappertutto, segna e prende rimbalzi. 15 come in garaquattro.
6,5 GABROVSEK: Sempre nel tunnel, troppe pause, errori banali. Ma anche due triple importantissime. 9 punti e 8 rimbalzi.
8 KLUYCHNYK: Finalmente l’omone di Leopoli. 14 punt, 7 rimbalzi, due schiaccioni che infiammano i cuori.
7 LUCARELLI: Non preciso al tiro, ma quante cose fa per la squadra











