di Daniele Marzi
PONTEDERA-LIVORNO 0-2
PONTEDERA (3-4-2-1): Biagini; Fancelli (1’st Beghetto), Piana (1’st Mbambi), Sapola; Leo (31’st Vitali), Pietrelli, Faggi, Cerretti; Texeira (1’st Caponi), Raychev (1’st Lugano); Nabian. A disp.: Strada, Saracco, Giacomelli, Emmanuello, Manfredonia, Paolieri, Wagner, Beghetto, Yeboah, Caponi. All.: Braglia.
LIVORNO (4-3-1-2): Ciobanu; Gentile, Noce, Baldi, Falasco; Biondi (42’st Marchesi), Hamili (31’st Odjer), Bonassi; Peralta (19’st Marinari); Malagrida (19’st Luperini), Di Carmine (31’st Dionisi). A disp.: Tani, Seghetti, Ghezzi, Panaioli, Vayrynen, Haveri, Tosto. All.: Venturato.
ARBITRO: Aldi di Lanciano (Ceci-Arshad); IV° uomo: Zoppi di Firenze. Operatore FVS: Ingenito di Piombino.
RETI: 19’pt Peralta, 26’st Falasco.
NOTE: ammoniti: Malagrida, Beghetto; angoli 3-3; recuperi: 0’pt; 5’st.
Pontedera – Sarà stata la serenità di una gara senza stimoli o la remissività di un avversario ormai retrocesso e parso oggettivamente poca cosa, ma il Livorno visto al “Mannucci” di Pontedera è riuscito a finire la stagione in maniera dignitosa, offrendo una prestazione di buona qualità e conquistando tre punti che permettono di chiudere a quota 43 punti, con qualche rimpianto per i playoff mancati ma con la consapevolezza di aver comunque centrato l’obiettivo minimo. Un traguardo che, tra ottobre e novembre, sembrava difficile da raggiungere.
Per il closing, Venturato dà spazio a chi ha giocato meno negli ultimi tempi, gettando subito nella mischia Malagrida e Biondi e affidando le chiavi della porta a Danko Ciobanu, con Baldi al centro della difesa al posto dell’indisponibile Camporese. Nel Pontedera gli ex Fancelli e Biagini sono apparsi tra i più attivi nel complesso di una formazione che neppure l’esperienza di Piero Braglia è riuscita a risollevare.
L’inizio è decisamente di marca amaranto. La squadra di Venturato, per l’occasione con la terza maglia, quella blu scuro, prende da subito il comando delle operazioni con una disinvoltura che ultimamente sembrava perduta ed esercita una pressione continua e una supremazia territoriale quasi schiacciante, contro un avversario che, oltre alla ormai certa retrocessione, non trova stimoli né convinzione, almeno nei minuti iniziali. IL risultato è il vantaggio – giusto – del Livorno che al 19’ con Diego Peralta sblocca la gara con un gol da ricordare: un sinistro a giro che l’ex di turno Valerio Biagini non può intercettare e che il fantasista livornese festeggia andando a baciare il figlio a bordo campo. Passano due minuti e il Livorno ha anche l’occasione di raddoppiare con Bonassi. Il numero 44 però è sfortunato: il suo colpo di testa schiacciato sugli sviluppi di un calcio d’angolo si stampa sulla parte bassa del palo alla sinistra del portiere granata.
I padroni di casa provano a reagire senza però impensierire più di tanto la retroguardia del Livorno. Le iniziative migliori della squadra di Braglia arrivano principalmente dalla fascia destra, con Leo che arriva spesso al cross senza però trovare supporto dagli attaccanti. Falasco & C. non hanno difficoltà a gestire. Molto attivi i centrocampisti amaranto con Biondi e il solito Bonassi a fare quantità e qualità, sovrastando anche sul piano atletico i dirimpettai Faggi e Pietrelli. Nel finale Di Carmine, sul filo dell’off-side, ha un’altra opportunità per sferrare il colpo del ko al Pontedera ma trova sulla sua strada un Biagini attento che mette in corner.
La ripresa si apre con un Pontedera praticamente rivoluzionato da Braglia durante l’intervallo. I quattro cambi effettuati dal tecnico dei granata, tra cui l’ex Caponi, fanno alzare il baricentro ai padroni di casa che vanno vicini all’1-1 con Faggi in apertura e cominciano a esercitare una superiorità territoriale oggettivamente sterile e a tratti interrotta con efficacia dal Livorno, che col passare dei minuti riesce a recuperare centimetri senza però essere incisivo come nel primo tempo. Dopo un gol annullato giustamente per fuorigioco a Faggi al 17’ il Livorno dà spazio a Marinari (per Peralta) e Luperini (per Malagrida) senza variare l’assetto tattico. Le velleità del Pontedera si spengono col passare dei minuti e a chiudere i conti ci pensa Nicola Falasco, che con un bel calcio di punizione dalla sinistra beffa Biagini e sigla il suo primo gol con la maglia del Livorno. L’ultimo della stagione 2025/26.
Un campionato da minimo sindacale, che se ne va in archivio lasciando spazio al futuro. Un futuro al momento indecifrabile. Il tempo per programmare bene e allestire un Livorno ambizioso c’è. L’essenziale è farlo quanto prima, con chiarezza e senza troppi giri di parole. L’allestimento di uno staff societario e tecnico (Venturato resterà?) all’altezza sono indispensabili per dare un futuro degno del passato della gloriosa maglia amaranto











