La città perde uno dei suoi giornalisti più amati
Oggi siamo più soli di ieri. E lo saremo per sempre. Ieri sera poco prima della mezzanotte si è fermato l’immenso cuore amaranto di Franco Ferretti. Aveva festeggiato 90 lo scorso 14 agosto. Lascia i nipoti, le figlie Elena ed Elisabetta e lascia il suo Livorno che ha sempre seguito con un amore incondizionato, sconfinato. Sì. Senza confini, perché Franco, al seguito della squadra amaranto, ha girato l’Italia e l’Europa. Dai campi sportivi al Mont Juic di Barcellona.
Instancabile, ironico, generoso, talvolta pure fumino (specie se qualcuno osava infangare il vessillo amaranto), ci mancherà. Ha raccontato oltre mezzo secolo di vicende amaranto. Per il Livorno ha sofferto e gioito. Ha pianto di tristezza e di gioia. Tutte emozioni da condividere – al ritorno da lunghissime, interminabili trasferta – con la moglie, l’amatissima Anna, una donna splendida che ha permesso a Franco di coltivare la sua meravigliosa passione per la squadra della sua città. E Franco adesso potrà riabbracciarla nei ‘giardini che nessuno sa’.
Era un pozzo di aneddoti, Franco. Era un uomo buono. Un uomo perbene. Un uomo d’altri tempi: l’immancabile pettine di ferro nella custodia, la capacità di guidare per ore, la naturale inclinazione a farsi apprezzare da tutte le persone con cui entrava in contatto.
C’era il Franco pubblico, quello delle migliaia di radiocronache (Radio Studio ’82, Radio Flash) e telecronache (Granducato Tv). E c’era il Franco privato, cuoco sopraffino innamorato della sua famiglia.
A noi mancherà in un modo che non riusciamo neanche a descrivere. Abbiamo vissuto insieme decine di trasferte durante le quali ci siamo confidati. Lui come un padre. Noi come figli. Ecco. Sì. Forse la parola giusta l’abbiamo trovata: Franco ci mancherà come un padre. Ecco perchéoggi siamo più soli di ieri. E lo saremo per sempre.
Ciao Franco. Abbraccia Igor Protti per noi.
Maledetto sia questo 2026 che ci toglie le nostre certezze umane ed etiche.
Le esequie di Franco Ferretti saranno celebrate domani alle 14.30 alla Chiesa di San Ferdinando, nel cuore della Venezia











