Riceviamo a pubblichiamo la nota dell’Associazione Professionale
La Scrivente, Associazione Professionale senza scopo di lucro, apartitica e apolitica e senza finalità istituzionali sindacali, super partes in quanto rappresentativa del personale delle Forze di Polizia Locale in riferimento alla specifica funzione di polizia, esprime solidarietà all’Agente di Polizia Locale del Comune di San Vincenzo che ha salvaguardato la propria vita e quella dei cittadini. È tempo di riconoscere pienamente il ruolo della Polizia Locale.
Esprimiamo la nostra più convinta solidarietà e vicinanza all’Agente di Polizia Locale che, durante l’espletamento del proprio servizio all’interno di un supermercato, è stato improvvisamente aggredito e minacciato da un individuo armato di un coltello a lama lunga.
Di fronte ad una situazione di gravissimo e concreto pericolo, l’Agente ha agito con professionalità, sangue freddo e nel pieno rispetto delle norme vigenti, ricorrendo all’uso dell’arma di ordinanza esclusivamente quale estrema misura per neutralizzare una minaccia imminente, al pari di altri casi analoghi in cui si sono trovati ad operare ugualmente Agenti delle Forze di Polizia di Stato. Il suo intervento non è stato finalizzato soltanto alla legittima difesa personale, ma ha rappresentato un’azione determinante per impedire che l’aggressore potesse colpire le numerose persone presenti all’interno dell’esercizio commerciale, evitando conseguenze potenzialmente drammatiche per l’incolumità pubblica.
A questo Agente va riconosciuto il merito di aver assunto, in pochi istanti e sotto una pressione straordinaria, decisioni difficili che hanno tutelato la sicurezza collettiva. Il suo operato costituisce un esempio di dedizione al servizio, equilibrio operativo e senso dello Stato.
Per tali ragioni riteniamo doveroso avanzare la proposta di conferimento di un encomio al valoroso Agente, affinché il Ministero dell’Interno possa riconoscere ufficialmente il coraggio, la professionalità e l’alto senso del dovere dimostrati in circostanze eccezionali.
L’episodio ripropone con forza una questione che da troppo tempo attende risposte concrete: la mancata equiparazione della Polizia Locale alle altre Forze di Polizia dello Stato, pur a parità di rischi .
Gli operatori della Polizia Locale svolgono quotidianamente attività di controllo del territorio, polizia giudiziaria, sicurezza urbana, ordine pubblico in molteplici contesti e, sempre più frequentemente, si trovano ad affrontare situazioni ad altissimo rischio, identiche a quelle affrontate dagli appartenenti alle altre Forze di Polizia dello Stato. Tuttavia, a fronte di responsabilità operative sempre maggiori, continuano a permanere ingiustificate disparità sul piano delle tutele.
È ormai improcrastinabile il riconoscimento di una piena equiparazione, in particolare per quanto concerne:
le tutele legali conseguenti agli interventi di servizio;
il riconoscimento dell’equo indennizzo nei casi previsti;
l’estensione della disciplina prevista per le vittime del dovere;
un sistema previdenziale e assistenziale coerente con i rischi effettivamente affrontati;
un ordinamento professionale che riconosca la specificità delle funzioni di polizia esercitate.
A ciò si aggiunge una evidente contraddizione normativa: gli appartenenti alla Polizia Locale, pur esercitando funzioni di polizia che comportano esposizione a rischi elevatissimi e responsabilità dirette nella tutela della sicurezza pubblica, continuano ad essere inquadrati nel pubblico impiego con un rapporto di lavoro disciplinato dal regime contrattuale privatizzato. Una condizione che appare sempre meno coerente con le peculiarità delle funzioni svolte e con il livello di rischio cui gli operatori sono quotidianamente esposti.
Non è più accettabile che chi indossa una divisa, interviene in situazioni di estrema pericolosità e mette a repentaglio la propria vita per proteggere quella dei cittadini sia considerato diverso da altri appartenenti alle Forze di Polizia quando si tratta di riconoscere diritti, tutele e garanzie.
Esprimiamo pertanto il nostro pieno sostegno all’Agente coinvolto e alla sua famiglia, certi che l’operato sarà valutato con la dovuta serenità e nel rigoroso rispetto dei fatti e delle norme. Allo stesso tempo rivolgiamo un appello al Governo e al Parlamento affinché questa vicenda rappresenti l’occasione per avviare una riforma non più rinviabile dell’ordinamento della Polizia Locale, riconoscendo finalmente agli operatori la dignità giuridica, le tutele e gli strumenti che il servizio quotidianamente prestato al Paese impone.
La sicurezza dei cittadini passa anche attraverso la sicurezza e la tutela di chi, ogni giorno, è chiamato a difenderla.
29/07/2026
Il Presidente Provinciale ANVU Livorno
Commissario Dr. Fabio Calvelli











