Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Lenny Bottai, segretario del PC (Partito Comunista), a riguardo della discussione in Consiglio Comunale
“Apprendere dai giornali della discussione avvenuta in consiglio comunale tra due forze ipocrite, il PD e il blocco della destra, è l’ennesima dimostrazione che questi due attori recitano copioni accuratamente studiati per captare un elettorato attraverso schemi assodati ma scaduti. Così, prendendo in giro nei sentimenti molti anziani ancora convinti che quel partito conservi, in chissà quale microscopica e residuale parte, un minimo del partito dal quale proviene si, ma di cui ha sin da subito cancellato ogni traccia. Dall’altra si tenta di convincere che la nuova destra è cosa a sé stante da quanto già visto nella storia, in realtà basta osservare come punta il dito su cronache e immigrazione per non scomodare i padroni.
Ma arrivati alle porte delle Regionali questi teatrini serviranno per gli uni all’adunata per il voto utile contro la destra tra pochi mesi, e agli altri a captare voti dei nostalgici, un copione visto e rivisto.
Andrea Romiti a ridosso delle elezioni come candidato sindaco si era addirittura dichiarato antifascista per tentare di convincere qualche livornese che questa nuova destra ha cambiato volto, ma ieri abbiamo avuto la risposta della maschera che è caduta. Il PD locale, invece, continua a prendere in giro i livornesi che amano la tradizione della loro città, quando intitolando le sedi ai partigiani, quando presidiando i loro funerali e chiedendo voti anti-fascisti per fermare la destra locale. Ma tentano di far dimenticare che – come denunciammo a suo tempo – quella ignobile equiparazione l’hanno votata e all’unanimità proprio i loro parlamentari, e quando è successo, fummo gli unici a gridare vergogna. Che ci fanno allora dentro a quel partito che ha votato ciò che contestano alla destra livornese?
Ormai la politica locale è fatta di forze nazionali che, in assenza di linea coerente e unitaria si sistemano di volta in volta a seconda della narrazione che viene comoda. Perché diciamocelo, questa è storia e non andrebbe nemmeno scomodata, messa in discussione, ciò che ad oggi serve e dare sostegno ai lavoratori e alle masse popolari dal nuovo fascismo che è la dittatura finanziaria europea alla quale siamo sottoposti.
Basta situazionismo politico, basta di vedere la destra, a favore dell’incenerimento al nord dove governa, che a Livorno mima di essere contro per andare a contestare Rossi e Giani. Basta la Lega locale che mima di difendere gli operatori sanitari mentre fa passare in piena crisi sanitaria una legge che tutela i datori in caso di inadempienza di sicurezza e fornitura di DPI.
Basta un PD locale che mima antifascismo da parata quando vota l’equiparazione ricordata dai dirimpettai, mentre mimando di essere ancora il “partito” cancella ogni conquista sociale del vero partito che difendeva i lavoratori. Basta grillini livornesi che oggi, alleati con questo mostro, fanno finta di fargli la guerra sul locale quando a livello nazionale ormai sono ampiamente compromessi con la stessa borghesia che tutti, nessuno escluso, sostengono.
Pensate alle cassa integrazione che non arriva, ai commercianti e i lavoratori autonomi abbandonati, pensate alla macelleria sociale che tutti insieme, in alternanza, avete portato avanti negli ultimi vent’anni per salvare le banche e i Benetton in ripetuta alternanza. Ai miliardi elargiti a FCA e altri mentre la gente ancora aspetta le 600€ per sopravvivere. Nessuno escluso. Basta teatrini politici.
Oggi antifascismo è anticapitalismo. Il fascismo è l’1% del paese che detiene la ricchezza del 70% più povero, i dieci paperoni italianissimi che hanno 100 miliardi di patrimonio, i 20 miliardi l’anno di spese militari per asservire i piani della NATO, mentre cinque milioni di persone vivono in soglia di povertà, mentre si pagano i lavoratori con contratti giornalieri o a voucher, una sciagura che i Barontini, tirato per la giacca da alcuni, non avrebbero accettato e permesso mai.
È ora che gli elettori si sveglino, serve una rivoluzione completa del sistema italiano, serve mettere in mano alle masse popolari il protagonismo, fare i loro interessi e non quelli del capitale. Come? Facendo il socialismo. Quello a chi aspiravano i veri antifascisti che molti rammentano a caso.”
Lenny Bottai – Segretario PC