di Giorgio Billeri
VERODOL PIELLE: Leonzio 14, Gallo 14, Venucci, Donzelli 3, Gabrovsek 15, Tortù 10, Sacchetti 6, Graziani, Ebeling 4, Traini 10.
FABO HERONS MONTECATINI: Buendia 15, Giacomini 1, Tsetserokou 9, Dell’Uomo 5, Maglietti 5, Gravaghi 11, Sgobba, Pillastrini 3, Romano, Ruggero 6, Casoni 13.
E’ tua, Pielle. E’ tua. Fai spazio in bacheca, ecco la Supercoppa. Un trionfo, il premio per un gruppo che non si è mai arreso agli sberleffi della malasorte. Senza Tassinari, con Ebeling che si piega la caviglia dopo 24’. Con gli Herons baciati dalla grazia che fanno canestro anche da casa loro. Eppure la Verodol la porta a casa e lascia Ravenna con il cuore nello zucchero, tra gente che salta e ride e piange in tribuna. Onore a un gruppo che ha vinto una finale bellissima, dall’intensità selvaggia, corpo a corpo, dove gli attacchi si sono scatenati nel primo tempo ma poi sono è stata la difesa livornese a scavare la differenza.
E’ tua, Pielle, alzala al cielo. Con Leonzio anima e cuore, Gallo finalmente decisivo, Gabrovsek una certezza, Tortù e Donzelli solidi come rocce, Traini splendida follia, Sacchetti nume tutelare. Dieci titolari, anzi undici, una potenza di fuoco che a Ravenna ha iniziato a farsi vedere. Intanto lucidiamo questo primio trofeo stagionale, un formidabilem pieno di autostima per l’inizio del campionato, domenica prossima contro Quarrata.
La partita. Montecatini fa canestro anche da casa sua, anche con le mani in faccia. Gravaghi, Buendia e Casoni la mettono ad occhi chiusi, la finale è vera, verissima, tesa, altro che precampionato. Si corre a cento all’ora, senza troppo pensare. I primi 20 minuti sono un Bignami dell’attacco perfetto, contro il quale le difese possono poco. La Pielle non si scompone e tesse la sua tela, servendo sotto canestro Gabrovsek, Ebeling e Tortù che fatturano punti anche perché il totem Tsetseroukou fa due falli in un amen. E quando servono pennallate da pittori rinascimentali ecco i polpastrelli di Leonzio e Traini. Turchetto non deflette dalla sua filosofia, cambia di botto tutto il quintetto, non ha Tassinari, leggermente infortunato, e si gioca a lungo anche Venucci. Parziali e controparziali in una prima parte di match che rasenta la follia: 45-43 all’intervallo, con gli Herons he tirano 9/16 dalla lunga e la Verodol che subisce a rimbalzo ma si tiene a galla con i liberi e le conclusioni da sotto.
24’ di gioco: Ebeling vola al quinto piano per cancellare il tiro di Tsetseroukou. Cade male, il figlio di John, e la caviglia cede, ghiaccio e tanta preoccupazione. Gabrovsek mette la tripla del più sette (54-47), ma a quel punto qualcosa cambia. La Pielle accusa il colpo basso del destino, inizia a pasticciare in attacco. Herons mette subito il dito nella piaga, e piazza un 9-0 che fa malissimo. Ma oggi Gallo canta, eccome. Una tripla, un paio di penetrazioni e la Verodol rimette la testa avanti. All’intervallo lungo la finale è apertissima: 62-63 con canestrone di Pillastrini guidata dalla sorte sulla sirena. Non è la prima, nella giornata fatata dei termali.
Squadre stremate. Leonzio e Gallo regalano il più 7 (75-68) a tre minuti dalla fine. Pielle in bonus, ma la Herons non ne ha più. Ed è festa, bellissima. E’ tua, Pielle.
LE PAGELLE
LEONZIO 8: Quando il nemico è fuori dal saloon, ci vuole la pistola fumante. E lui, il numero 10, è Clint Eastwood. 14 punti, ma quando contano doppio.
GALLO 8: Eccolo, il canto che sveglia la squadra. L’alba di una stagione cghe dev’essere la sua. Tiro, penetrazione, lucidità. Che bravo.
VENUCCI 7: Non entra il tiro, ma il cuore di questo gruppo è lui, Mattia, l’uomo che non conosce tramonto.
DONZELLI 7: Uno sperone di roccia, contro il quale si infrangono i lunghi di Montecatini.
GABROVSEK 8: Unico. In B non esiste un quattro come lui. Multidimensionale, letale in attacco, da fuori e in avvicinamento.
TORTU’ 7,5: Quanto servirà. Lungo atipico, difficilissimo da marcare.
SACCHETTI 7: Il tiro non funziona, ma dalla lunetta è esiziale. Un docente di basket.
GRAZIANI 6,5: Porta il mattoncino, tornerà utilissimo.
EBELING 8: Stoppata irreale su Tsetseroukou, cade e si fa male. Speriamo niente di grave: fino a quel momento era stato un fattore.
TRAINI 7,5: Genio e sregolatezza. Le sue triple ignoranti sono già leggenda per i tifosi.









