di Giorgio Billeri
VERODOL PIELLE: Ebeling 13, Mennella 5, Alibegovic 3, Savoldelli 3, Venucci 10, Gabrovsek 19, Donzelli 9, Klyuchnyk 8, Virant, Traini 4, Lucarelli 2.
POWER NOCERA: Donadio 4, Misolic 14, Sipala 2, Soliani 2, Balducci 5, Nonkovic 3, Truglio 16, Guastamacchia 4, Saladini 17, Ferraro.
Partiamo dalla notizia: Caserta batte Roma, la Pielle regola Nocera e torna al comando insieme a campani e laziali. Mica poco, in vista della volatona per determinare le posizioni playoff. Era la mission della serata, ed è stata compiuta. Con sofferenza, anche questa forse da mettere in preventivo visto il gran momento di Nocera e la sosta che ha in qualche modo sparso granelli di sabbia nell’ingranaggio di coach Turchetto. Non una Verodol scintillante: troppi errori dalla distanza (13 su 39 da tre punti), attacchi spesso farraginosi, ma quando contava, nell’ultimo quarto, la panchina lunga, l’esperienza e il tonnellaggio piellino ha scavato la differenza. Pur in una serata dove le percentuali non hanno strizzato l’occhio, il cuore ha vinto: quello di una squadra che non perde la testa anche quando le onde si fanno alte. Con vecchi bucanieri come Donzelli (immenso) e Venucci a indicare la strada e la difesa ancora una volta determinante.
Nocera è squadra giovane, fresca, veloce. Viene da cinque vittorie nelle ultime sei e gioca senza paura. Il piano partita dei campani è quello di collassare la difesa sotto canestro, obbligando la Pielle a prendere molte conclusioni dal perimetro. Nel basket, si sa, puoi vedere il canestro largo come un’autostrada o stretto come la cruna di un ago: i biancazzurri partono bene, ma poi le percentuali, fatalmente, scendono. Nel solo primo tempo sono 15 i tentativi da oltre l’arco, con soltanto cinque che baciano la retina: non abbastanza per mettere le mani sulla partita, Nocera trova punti dagli ispiratissimi Truglio e Saladini (bravo davvero) mentre dall’altra parte Turchetto pesca a piene mani dalla panchina lunghissima, affidandosi alle fiammate di Mennella, alla solidità di Gabrovsek e a un Klyuchnyk nelle inedite vesti di tiratore dalla distanza. Equilibrio, dunque: piccolo strappo Pielle a più sette e rientro campano: 41-39 all’intervallo lungo, con qualche topica arbitrale che fa schiumare di rabbia il Palamacchia.
Terzo quarto pirotecnico, da 22-17 di parziale. Saladini, talentuosissimo, sembra Steph Curry e quando mette la tripla del 52-54 provoca il pubblico con un’esultanza davvero fuori luogo. L’effetto è che la Pielle, trascinata da Venucci e Donzelli, reagisce di pancia e di cuore, e a dieci minuti stop è di nuovo più sette: 63-56.
Daniel Donzelli e Mattia Venucci mostrano la via, specie in difesa: Nocera non segna più, e il triplone di Gabrovsek fa scorrere i titoli di coda su una vittoris non semplice, sofferta e per questo preziosa.
LE PAGELLE
7 EBELING: Sembra pigro, poi il cobra esce dalla cesta e ne segna 13. Un mezzo lungo troppo atletico per qualunque difesa di serie B.
6,5 MENNELLA: Rimedia alla siccità offensiva del secondo quarto con due sorsi di acqua fresca, vedi cinque punti in striscia. Positivo.
5,5 ALIBEGOVIC: Anonimo, stavolta. Si perde nel traffico dell’ora di punta in area campana.
6,5 SAVOLDELLI: Molto lieto: si presenta al suo nuovo pubblico con una tripla. Poi gestisce da saggio, da playmaker vecchio stampo, che fa sempre le cose giuste senza alzare troppo la voce.
7 VENUCCI: Il boia e l’impiccato, come sempre: gli tocca ancora una volta fare il playmaker causa falli dei compagni. La vittoria l’apparecchia lui, quando con una tripla di carattere risponde all’esultanza fuori dalle righe di Saladini. Doppia cifra a quota 10.
7 GABROVSEK: Accecante l’impatto con la partita, 8 punti in un batter di ciglia. Poi si rilassa un attimo, ma nel finale mette la tripla della staffa. 19 alla fine per lui, dominante.
8 DONZELLI: Quante cose buone, visibili e invisibili: segna 9 punti, difende da par suo, recupera, domina le vie aeree. Un lusso. 9 punti e 8 rimbalzi.
7 KLYUCHNYK: Nocera quasi lo sfida al tiro, e lui ringrazia mettendone due da distanza siderale. Poi lotta come un leone prima che gli arbitri, more solito, lo mandino a sedere con cinque falli.
6 TRAINI: Layup vincente, subito, poi tartassato dagli arbitri che non gli perdonano niente si smarrisce anche al tiro. Firma il sottomano della vittoria, però.
6 LUCARELLI: Serata di luna calante al tiro, ma nel momento delicato di mette tutta la sua enorme esperienza.











