“Sul dibattito che negli ultimi giorni ha riguardato piazza Garibaldi desidero esprimere con chiarezza la mia posizione.
Come consigliere comunale di una forza di opposizione ritengo che il compito principale sia quello di utilizzare gli strumenti istituzionali disponibili per provare ad ottenere risultati concreti.
Per questo, invece di alimentare polemiche sui social network, ho scelto di presentare un’interrogazione in Consiglio comunale.
L’obiettivo era ottenere risposte sull’intervento che considero prioritario per restituire decoro e sicurezza alla piazza: la demolizione delle baracchine fatiscenti.
Si tratta di strutture che deturpano uno degli angoli più belli della città e che, troppo spesso, offrono riparo a sbandati e spacciatori.
Alle mie domande, che rappresentano un potere-dovere fondamentale di ogni consigliere di opposizione, l’assessore Mirabelli ha fornito una risposta precisa.
L’amministrazione, è stato affermato, procederà infatti all’abbattimento delle restanti baracchine, con l’esclusione delle due strutture in muratura ai lati del monumento a Garibaldi.
L’intervento è stato stimato in circa 100 mila euro e gli uffici comunali hanno già avviato le procedure necessarie.
Tra Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, approvazione del progetto, autorizzazione della Soprintendenza e affidamento dei lavori saranno necessari circa cinque mesi.
L’avvio del cantiere è quindi previsto entro la fine del 2026.
Da oggi vigilerò costantemente affinché questo cronoprogramma venga rispettato.
I cittadini meritano tempi certi e impegni mantenuti. Ulteriori ritardi saranno considerati inaccettabili.
Resto convinto che la demolizione delle baracchine avrebbe dovuto rappresentare una priorità assoluta, insieme al potenziamento dell’illuminazione pubblica e al rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine.
Solo dopo aver restituito sicurezza e vivibilità a piazza Garibaldi si sarebbe dovuto discutere del rilancio funzionale dell’area.
Quanto alla pedonalizzazione, non faceva parte del mio programma elettorale e, proprio per questo, non l’avrei mai considerata una priorità senza un confronto preventivo con residenti e attività della zona.
Oggi però non mi interessa alimentare polemiche su ciò che avrebbe potuto essere.
Mi interessa lavorare con serietà, avanzare proposte concrete e verificare che gli impegni assunti dall’amministrazione si traducano finalmente in fatti.
È questo il modo in cui intendo svolgere il mio mandato, nell’interesse esclusivo della città e della qualità della vita dei livornesi”











